Cartografando Buttrio


Sabato 23 aprile 2005  Villa  di Toppo Florio Buttrio

 

Presentazione della mostra: “Cartografando Buttrio”

 Un percorso tra le tecniche e i temi della rappresentazione

 del territorio tra il Torre e il Natisone

   

Il tema dell’identità  costituisce un nodo culturale essenziale per le nostre terre. Questo non solo per ragioni generali di crescita culturale e sociale, in stretta connessione con i processi di globalizzazione, ma in particolare per le peculiarità storico linguistiche regionali e per la posizione geografica del Friuli Venezia Giulia.

Una identità culturale che deve trovare testimonianze concrete del suo divenire e che costituisce la base di partenza del lavoro di ricerca con intenti divulgativi e ricadute operative sul territorio.

In questo contesto si inserisce la mostra“Cartografando Buttrio”  Un percorso tra le tecniche e i temi della rappresentazione del territorio tra il Torre e il Natisone  organizzata dall’Associazione culturale Officina delle Idee , la consulenza scientifica del curatore Prof. Mauro Pascolini dell’Università di Udine ed il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Udine e del  Comune di Buttrio, presente  in  Villa di Toppo Florio, a Buttrio in occasione della 73 Fiera regionale dei vini,  fino al 1 maggio prossimo.

La mostra, inaugurata sabato pomeriggio nella splendida cornice della Villa e confortata da un folto pubblico, alla presenza dell’assessore provinciale Fabrizio Cigolot, del sindaco Tiziano Venturini del presidente della Proloco Walter Pezzarini ha visto il  Prof. Pascolini ripercorrere l’evoluzione cartografica del territorio di Buttrio,  dalle carte che a partire dal XVI secolo descrivono la Patria del Friuli, alla mappa seicentesca più dettagliata del territorio di Buttrio,  ritrovata nell’archivio dei conti d’Attimis-Maniago, per proseguire con  le mappe del catasto geometrico parcellare che in Friuli arriva con le truppe napoleoniche.

L’esposizione non vuole essere esaustiva di tutta la produzione mappale del territorio di Buttrio nel corso dei secoli e  preferisce non fornire analisi dettagliate dell’apparato documentale di riferimento per stimolare il visitatore ad una lettura comparativa in chiave evolutiva che consenta paragoni con il resto della produzione cartografica proposta, quella topografica dell’Istituto geografico militare, redatta a partire dal 1891, poi con le immagini fotografiche e da satellite per concludere con una carta molto recente dei Ronchi di Buttrio, redatta utilizzando la simbologia dell’orienteering

 
cartografando01.JPG
cartografando01.JPG
cartografando02.JPG
cartografando02.JPG
cartografando03.JPG
cartografando03.JPG
cartografando04.JPG
cartografando04.JPG
cartografando05.JPG
cartografando05.JPG
cartografando06.JPG
cartografando06.JPG
cartografando07.JPG
cartografando07.JPG

 


 

La mappa del malandrino

 

E’ il sogno di tutti possedere la mappa del malandrino, la mappa vivente delle avventure di Harry Potter: una mappa che si crea e si ricompone in tempo reale, che indica al tempo stesso lo spostamento di persone ed animali e i luoghi segreti e nascosti. Una carta che  non é semplice rappresentazione di un territorio, di un luogo, di una regione, ma che in qualche maniera è dinamicamente aggiornabile e  modificabile.

Questo sogno oggi si sta  in parte realizzando con le nuove forme di cartografia digitale che troviamo nei navigatori installati nelle moderne automobili; ma per arrivare a ciò la cartografia ha fatto un lungo cammino iniziato nell’antichità quando l’uomo ha cominciato a rappresentare con graffiti o con semplici pittogrammi i luoghi in cui viveva, in cui svolgeva le sue attività di cacciatore, di allevatore, di contadino.

Bisogna però giungere alla civiltà greca e romana per cominciare ad avere una vera e propria cartografia che accanto ad esigenze pratiche sviluppasse una sensibilità più propriamente culturale e speculativa. Infatti accanto alle rappresentazioni territoriali di natura corografica, si fanno strada i primi tentativi di rappresentare l’intera terra conosciuta che verranno ripresi in epoca medioevale con i famosi mappamondi detti T in O. Nello stesso periodo si fa strada anche una  tipo di cartografia, gli Iteneraria, scripta o picta, legata alle esigenze di viaggio dei pellegrini verso i luoghi santi della cristianità e dei crociati verso Gerusalemme.

Con l’evoluzione dei traffici e l’ampliamento dell’orizzonte delle terre conosciute, nel corso del 1300 e del 1400 si ha una radicale spinta verso forme di cartografia più rispondente ai bisogni della società e delle classi più vitali quali i commercianti ed i navigatori. Infatti durante questo periodo cominciano a vedere la luce carte sempre più precise e dettagliate ed in particolare le carte nautiche.

L’epoca delle grandi scoperte geografiche getta anche le basi fondamentali per una cartografia basata su precisi criteri matematici e topografici. Queste nuove tecniche si consolidano nel corso del Seicento, specie nella produzione cartografica di area fiamminga che per la prima volta produce raccolte sistematiche di carte, note con il  termine di Atlante.

Nonostante i progressi ottenuti restavano ancora da risolvere alcuni problemi significativi, quali la rappresentazione del rilievo, la precisione delle coordinate geografiche, l’utilizzo su ampia scala della triangolazione e le finalità delle carte stesse.

Una risposta a questi problemi si ha nel corso del 1700 quando il potere politico e militare comincia a comprendere l’importanza della cartografia come strumento di gestione patrimoniale ed amministrativa e da qui prenderanno vita organismi statali ben definiti che se ne occupano  con il fine di dare una rappresentazione puntuale e precisa del territorio di appartenenza di ogni singolo stato.

Da questo momento in poi la storia della cartografia è una veloce corsa verso una rappresentazione sempre più precisa del territorio che fa proprie le innovazioni che la moderna tecnologia mette a disposizione sia nel campo del rilievo che della riproduzione ed oggi nuove frontiere si aprono alla cartografia con l’utilizzazione di sofisticate tecnologie derivate dall’informatica e dal rilevamento satellitare.

Questa mostra vuole offrire un rapido e non esaustivo viaggio attraverso alcune di queste importanti tappe, utilizzando una selezione delle rappresentazioni del territorio di Buttrio, per meglio conoscere, capire e utilizzare le carte, le piante e le mappe anche se non sono malandrine…

Con il sostegno di:

Provincia di Udine, Assessorato alla cultura

Comune di Buttrio

Banca di Credito cooperativo di Manzano

Contral Contract Forniture   Villorba Treviso

Faleschini Spedizioni   Pontebba